domenica 20 marzo 2016

Un libro perfetto per l'influenza :)

Che dire, rubo il titolo a Zaffira che in una frase (pure breve) centra in pieno il senso del libro del mese di marzo che era Il freddo modifica la traiettoria dei pesci di Pierre Szalowski.

Libro che era lieve lieve, pieno di buoni sentimenti e di personaggi un po' stereotipati che alla fine si rivelano buonissimi anche quando sembrano ben altro all'inizio del racconto.
Tra spogliarelliste dal cuore d'oro, laureandi dal la vita solitaria ma pieni di teorie da verificare,  bambini soli, coppie che si disfano, si ricongiungono, si riconoscono e si fanno riconoscere, padri che sono infelici e rendono tali anche i figli ma aspettano solo l'occasione per ritrovare il vero amore e riempire il mondo di gioia e felicità, questo libricino che ha dalla sua il pregio della brevità rischia, spesso, la caduta nel troppo zuccheroso e nel troppo semplificato. Se resti di qua o di là dalla linea sottile (a volte sottilissima) col coma glicemico è questione di gusti. Del lettore a cui finisce in mano, in sintesi, che ci può allegramente annegare dentro in tutta quella bontà, o può ricavarne giustificati istinti omicidi.
Pierre Szalowski

E' un perfetto racconto in stile natalizio, che gronda bontà e buoni sentimenti in cui, alla fine, tutti trovano la loro felicità più perfetta. Perfetto per un periodo un poco giù o per passare in serenità qualche giorno in attesa che l'influenza passi, tra uno sciroppo e un brodino.
Non è che non ci sia piaciuto, anzi. La buona metà di noi lo ha trovato carino e leggero. Purtroppo la semplicità di lettura fa si che sia altrettanto facile dimenticarsi di trama e personaggi. Infatti purtroppo io non me li ricordo già più :)! Vabbè, dai, se vi interessa la trovate facilmente con una semprice ricerca on line.
Non un libro che scateni grandi discussioni, quindi. Anzi! In effetti ne abbiamo parlato piuttosto poco, ma la conversazione è scivolata via veloce tra letture presenti e passate, libri che abbiamo amato e detestato, un breve riassunto di quanto abbiamo fatto nel mese trascorso dall'ultimo incontro e un pensiero a Francesca che anche questa volta non ha potuto partecipare alla serata ma che speriamo tanto ci raggiunga la prossima volta.
Il Coniglietto Pasquale era bello cicciotto! :) Tanti bei libri.
Dopo il lauto pranzo preparatoci da Zaffira ci siamo scambiati i libri che ognuno di noi aveva portato per il Coniglietto Pasquale Libresco First Edition!
A me è andata benissimo, me ne sono arrivati ben due! Chissà se sarà amore alla prima lettura o un veloce passaggio sul comodino!

Alla fine della serata è stato estratto Colui Che Decide Il Libro Del Mese Dopo!
Compito che questo mese cade sulle spalle di Cristina che ha scelto Giornate tranquille di Lizzie Doron.

Ci si incontra martedì 12 aprile, questa volta alle 19.45, al solito supermercato.



giovedì 3 marzo 2016

Coniglietto Pasquale Libresco, I edizione :)

Siccome a Natale non ci siamo incontrati e quindi il "tradizionale" scambio di libri non è stato possibile abbiamo deciso di spostare la piacevole iniziativa a Pasqua.

Ecco quindi che è nato il Coniglietto Pasquale Libresco, I Edizione!

Alla prossima serata, che vi ricordo è martedì 15 marzo, portate con voi, ben impachettato ma assolutamente irriconoscibile, un libro. Nuovo, usato, amato, letto, non letto, non importa!

Tutti i pacchetti saranno messi i mezzo alla tavola e ognuno di noi prenderà dal mucchio il plico che più gli piace, o quello che il destino gli assegnerà.

Dicono che ogni libro ha il suo lettore e ogni lettore il suo libro. La prossima serata avremo il piacere di un appuntamento al buio. Se con il nostro libro sarà vero amore o solo un incontro di un attimo che porta verso la raccolta differenziata lo scopriremo la prossima serata de Il naso nei libri.

:)



mercoledì 17 febbraio 2016

Ipazia, la sua (forse) vera storia, il mistero affascinante di una donna indipendente.

Ed eccoci già a febbraio, a riunirci, in una piovosa serata, nel calore della casa di Zaffira per parlare di una donna straordinaria del passato, la filosofa Ipazia, del mistero della sua vita e della sua morte, e di come la storia e le sue vicende non siano mai completamente chiare o chiaribili.
Dato che in questo caso non è possibile trovare, per ovvie ragioni, un ritratto di Ipazia, inserisco un breve estratto dal film Agorà di Alejandro Amenabar, dove è interpretata da Rachel Weisz:

Alla serata eravamo presenti: Augusta, Monica, Stefania (con un raffreddore da record), Claudio, Rita, Marilaura, Cristina e ovviamente Zaffira. Impossibilitata a partecipare Francesca, che ha però letto e commentato il libro. Riporto la recensione in fondo.
Allora, da dove comincio?!?
Silvia Ronchey
Il libro è di Silvia Ronchey. E' un saggio, con tutti i pregi e i difetti di questo genere (si dirà così?) letterario, quindi tutti, anche quelli che il libro lo hanno aprezzato, hanno ammesso che la lettura non è stata esattamente una passeggiata.
Il testo è ricco di informazioni sul periodo storico, sui vari filosofi neoplatonici del tempo, sui personaggi che hanno influito sulla vita (e sulla morte) di Ipazia, sulle impressioni che questa figura femminile ha destato nei posteri, e sull'opera di rilettura (e anche riscrittura) della sua vita che questi posteri hanno attuato, anche a sproposito.
L'unica cosa di cui non è ricco (e del resto non poteva esserlo) è di fatti: su Ipazia si sa poco o nulla, le informazioni che ci sono sono, a voler essere generosi, frammentarie, sono state scritte a volte secoli dopo la sua morte, a volte addirittura manipolate.
Unica cosa sicura è che aveva cultura, intelligenza, seguito e indipendenza e che tutto questo ha portato alla sua tragica morte.
Il libro ci è piaciuto? direi di nì! Molti ne hanno aprezzato l'obiettività e la scientificità (la parte bibliografica e didattica occupa ben oltre la metà del libro ed è di suo un dato impressionante), gli altri lo hanno trovato faticoso da leggere, troppo pieno di informazioni che un lettore non preparato non può cogliere e che anzi possono risultare frustranti e inutili. Più una tesi universitaria che un romanzo, sicuramente non una biografia come mi aspettavo io, ha comunque il pregio di essere molto equilibrato. L'autrice riporta fatti (quelli che si conoscono, almeno) ma lo fa senza parteggiare per l'una o l'altra fazione che, nei secoli, ha utilizzato la figura di questa donna straordinaria. Ogni lettore può trarre le sue conclusioni come meglio ritiene e cercare altri testi e altri libri (o se lo desidera anche vedersi il film tanto lo si trova pure in steaming).
A parte ogni altra considerazione, spicca questa figura di donna che, sorpresa sorpresa, troviamo anche in un affresco di Raffaello, La scuola di Atene, da cui ci guarda, unica donna tra soli uomini, direttamente neglio occhi, come direttamente negli occhi ha guardato il suo destino, e la sua morte.
Per finire ecco a voi le recensioni che ho trovato su Anobii:
Francesca, 1*
E' un resoconto storiografico, basato su documenti e scritti di storici contemporanei alla filosofa o di poco posteriori... e questo ne farebbe un libro interessante se non fosse che l'autrice, donna indubbiamente coltissima, si compiace molto di questa sua immensa cultura e scrive in modo sibillino, dando per scontato che anche il lettore sia uno storico o un filosofo e che quindi conosca a menadito tutti i riferimenti o i filosofi che cita senza spiegare. Un libro insomma troppo colto! Per poterlo leggere e comprendere bisognerebbe avere una coscenza della storia del 5°-6° secolo dopo Cristo o della filosofia neoplatonica dello stesso periodo molto al di sopra della media, ma se non sei più che ferrata in questi argomenti, rimani un po' tagliata fuori. Adesso so storicamente chi era Ipazia e perchè è stata uccisa, ma non so nulla di lei dal punto di vista umano e spirituale!!! Libro sconsigliato!!!

Cristina, 2*
Un titolo leggermente fuorviante...
Ho trovato il libro tutto sommato interessante anche se ho fatto una discreta fatica a finire la parte narrativa o esplicativa che dir si voglia perchè di narrato qui c'è molto poco.Errore mio. Mi aspettavo una bibliografia romanzata, ho trovato invece un saggio (forse anche una tesi di laurea, affermazione che ho letto in giro per internet ma di cui non ho verificato la veridicità). Interessante, ma non fruibile. L'autrice cita un sacco di materiali tutti interessantissimi, per carità, ma che prevedono una conoscenza di base che io non ho. E non ho tempo per farmela. Di fatto si costruisce un testo di 300 pagine di cui solo un terzo però di racconto, il resto sono fonti e bibliografia. 
E anche così un sacco di pagine sono abbastanza inutili: che l'asteroide xy è dedicato a Ipazia e orbita attorno a qualcosa con una inclinazione y me lo scordo tra cinque minuti.
E comunque chi lo sa quale sia stata la storia vera? Non si ha una visione chiara di ciò che accade ora, davanti ai nostri occhi, vuoi saperlo di quanto è successo millantamila anni fa?
Gli do due stelline perchè il personaggio è bello, il periodo storico interessante e tutto sommato ben descritto e la bibliografia pregna di informazioni. Con me sono sprecate, ma quello è un limite mio, non del libro.

Prossimo appuntamento martedì 15 marzo 2016.
Ci troviamo alle 19.30 davanti al Supermercato di Via del Bon, muniti anche di libro ben impachettato! Dato che a dicembre non ci siamo visti, infatti, questo anno facciamo il primo Coniglietto Pasquale Libresco... (post esplicativo in arrivo)!
Libro del mese di marzo: Il freddo modifica la traiettoria dei pesci di Pierre Szaloski.


mercoledì 27 gennaio 2016

Un nuovo inizio...

A pochi giorni dall'inizio del 2016 eccoci riuniti attorno alla tavola generosamente imbandita per noi da Zaffira, nella cui bellissima casa ci siamo incontrate per parlare de L'isola delle farfalle di Corina Bomann.
Corina Bomann, autrice del libro del mese

Alla serata eravamo presenti: Stefania, Francesca, Marilaura, Rita, Maria Augusta, Monica, Cristina e ovviamente Zaffira, che ha cucinato per tutte. C'era anche una miciosa palla di pelo, ma ha solo ascoltato, un poco annoiata, le nostre chiacchiere e il nostro cicaleccio.
Era una serata importante, per vari motivi. Si cambiava sede, ci si incontrava dopo un periodo impegnativo, alcuni membri del club hanno preso importanti decisioni in merito alla propria vita. Poteva essere un saluto, invece è stato un piacevolissimo ritrovarsi in quella che col tempo sta diventando una amicizia vera.
Il libro era stato scelto da Maria Augusta e, nonostante il periodo delle festività non sia normalmente quello più adatto alle letture, lo abbiamo quantomeno sfogliato tutte. Dalla discussione è immediatamente emerso che si tratta di una lettura piacevole, non impegnativa. Adatta a una lettura vacanziera o comunque scacciapensieri, intriso com'è di romanticismo e esoticità: buona parte del racconto è ambientata a Ceylon e nelle sue rigogliose piantagioni di tè.
Diana, la protagonista, si trova a un bivio, uno di quelli che la vita ti mette davanti che tu voglia o meno. Il matrimonio scricchiola, non è pienamente soddisfatta di quello che fa e di quello che è. Una triste circostanza la riporta nella casa in Inghilterra in cui la sua famiglia ha vissuto per secoli e da li, a partire verso Ceylon, per svelare un segreto lungamente custodito. Sarà un viaggio pieno di sorprese e di possibilità, e quello che Diana scoprirà la porterà a...
A cosa porterà questo viaggio nella verdissima Ceylon lo lasciamo scoprire a voi, se vorrete.
Foglie di palma simili a quelle descritte nel libro
A noi nel complesso il libro è piaciuto, ma non ci ha entusiasmato.
Non era del tutto convincente nè la parte romantica nè quella storica, un poco perché nel tentare di sviluppare le due trame principali (il libro si sviluppa sia nel presente che nel passato) l'autrice non è stata in grado di approfondire abbastanza nessuna delle due, in parte perché già dai primi capitoli si intuiva dove si andava a parare.
Sia la trama che i personaggi infatti erano piuttosto stereotipati. I pochi aspetti interessanti: la piantagione di tè, la lettura del destino nelle foglie di palma, la disciplina segreta di combattimanto praticata da Vikrama, si perdono nella narrazione mentre avrebbero meritato di più. Rimangono alcune domande che, ahinoi, rimarranno prive di risposta: cosa ha portato alla rovina il malvagio vicino di piantagione (domanda di Cristina); Perchè tutti gli uomini degni di un qualche interesse amoroso in questo libro hanno gli occhi "gialli" o "dorati" che dir si voglia (questa è Stefy, e devo dire che sta cosa è stata oggetto di simpatica ma infruttuosa discussione) e soprattutto: ma perchè cavolo la Zia ha mandato in giro per mezzo mondo Diana quando poi del segreto di famiglia già sapeva tutto?
E con questa pregnante domanda vi saluto e vi invito al prossimo appuntamento che sarà martedì 16 febbraio.
Ci vediamo alle 19:30 al posteggio dell'Eurospar in via del Bon e poi andiamo a casa di Zaffira.
Il libro della prossima serata è Ipazia. La vera storia di Silvia Ronchey.




domenica 18 ottobre 2015

All'unanimità...

Forse per la prima volta il nostro giudizio sul libro in esame è stato omogeneo: "La cartella del professore" di Kawakami Hiromi è stato bocciato all'unanimità!


Non c'è stato in realtà molto da dire sul romanzo. Gli aggettivi più utilizzati sono stati "inutile", "vuoto", "lento". Forse si salva solo la figura del professore, che tutto sommato ha qualche elemento d'interesse, ma la protagonista femminile, Tsukiko, non ispirà ne' comprensione e ne' simpatia.
Perchè questi due individui decidano di mettersi insieme è un mistero. Su cosa si basa il loro rapporto? Su grandi sbornie di Sake e su grandi mangiate di Tofu?
Maria salva del romanzo la parte finale, quando il professore riesce a vincere le sue resistenze e i dubbi sulla possibilità di poter amare ancora e si lascia andare. Ha trovato questa parte vera e commovente.
Monica, che aveva proposto il romanzo ricordandolo interessante, ha ammesso che forse quando lo lesse la prima volta era in una disposizione d'animo particolare, aveva evidentemente bisogno di lentezza e leggerezza.
Presenti alla serata: Monica, Daniela, Maria, Rita, Stefania, Catia e Francesca (io).

Leggo i commenti su Anobii e incredibilmente la severissima Cristina da a questo romanzo tre stelle (avrei giurato che non avrebbe concesso a questo testo nemmeno una stellina di consolazione!).
Leggiamo il suo commento
Divagazioni varie... e qualche considerazione.  Anni fa andò in onda un anime su due gemelli, uno tutto perfettino, l'altro - per reazione - scapestratello. Un giorno il gemello perfettino muore, credo investito, e quello non altrettanto perfetto si trova a doverne prendere il posto. Che rapporto c'è con questo libro? Nessuno, tranne il fatto che quell'anime aveva delle luuuuuuunghissime scene piene di nulla, alberi, fiori, rumore ci cicale, cose così. Lo abbandonai per noia totale, tanto che non so come sia andato a finire. C'è anche una altra scena che nulla ha a che vedere con questo romanzo: Gimli (o qualche altro personaggio) che parlando con un Elfo a Rivendell, credo, dice che lui ha dato il suo cuore a Galadriel, invece che a Arwen, "Tu hai scelto la Sera, ma io ho donato il mio amore alla Mattina, e nel mio cuore vi è presagio che presto svanirà per sempre".
Ecco, questo libro è noioso come il primo anime, pieno di scene che - per me - non c'entrano per nulla con la storia. Belle, delicate, pure introspettive, ma non vedi l'ora che si arrivi finalmente al dunque. Un qualunque dunque.
Ed è pieno di una nostalgia dolce, perchè comunque questo breve, noioso, racconto ha i suoi momenti di commozione, e la storia, di suo, è bella e inusuale.
Tra i due personaggi quello che ne esce meglio è Il Prof., che è ben più vivo e attivo della voce narrante, che non a caso si chiama Tsukiko (bambina della luna, come da nota del traduttore). Tsukiko infatti risulta infantile e petulante, molto più di quello che si dovrebbe aspettare da una donna di quaranta anni. Alla fine si capisce perchè lei si innamori del Prof., molto meno per quale motivo lui voglia lei, a parte quelli più beceri.
Nel complesso il libro mi lascia perplessa (cosa tipica quando mi trovo a leggere romanzi ambientati in Giappone o scritti da autori giapponesi). C'è uno scollamento tra me, lettore, e il romanzo. Culturale, emozionale, non so. Sicuramente finora non ne ho davvero amato nessuno. Questo ha i suoi momenti, orripilanti, come il capitolo Isola II che secondo me l'autrice ha scritto dopo troppi sakè, o belli, come l'ultimo, che ho trovato invece bello e commovente.
Nel mezzo troppi saké, troppa birra, troppi liquori e troppi pasti in questo o quel nomi-ya. Come sempre è questione di sensibilità.
Io, a quanto pare, per ciò che è nipponico non ne ho tantissima.


Molto stringata ma anche decisamente eloquente il commento di Daniela, che concede al libro una sola stellina
Insisto, perchè la gente scrive? Non farebbe tanto meglio a darsi alla pesca? O altri hobbies. E noi perchè paghiamo per libri così inutili?

Ed ecco il mio commento: anche io do al romanzo in esame una sola stellina.
Un amore basato sul Tofu e su grandi bevute di Sake. Lui amabile e simpatico ma lei assolutamente insopportabile; la quasi quarantenne più infantile della letteratura mondiale! Romanzo delicato, pure troppo e assolutamente vacuo!
Piccola nota interna al gruppo: è stato proposto che dalla prossima volta chi sceglie il libro preparerà anche la torta del dopo cena.
Quindi toccherà a Stefania preparare qualcosa... infatti l'incombenza di proporre un romanzo è capitata proprio a lei. Ed ecco quello che ha scelto: "IL POSTINO DI NERUDA" di Antonio Skàrmeta.


La prossima volta ci incontreremo a casa di Maria, sempre per il dopocena, quindi alle 20.30.
L'incontro è fissato per martedì 10 novembre.
Buona lettura a tutti

Francesca

mercoledì 7 ottobre 2015

I CONSIGLI DI... STEFANIA

Ecco a voi i consigli di Stefania... Ancora tre libri, tre consigli, tre piccoli gioielli. A voi la scelta e il giudizio!!!


Un incantevole aprile
Di Elizabeth von Arnim

Una storia raccontata con grazia e una forte ironia. L'ambientazione e' bellissima, in Liguria a primavera, quando tutto si riempie di fiori. Si tratta della storia di quattro donne, tutte per qualche ragione stufe e deluse della propria vita in Inghilterra, che decidono di affittare un castello per un mese in Italia per le vacanze. A contatto con la rigogliosa natura del luogo "mettono gemme" anch'esse, riflettono sulla vita passata e si addolciscono, ponendo le basi per una vita futura. Il tutto viene raccontato con ironia e con una profonda conoscenza dell'animo umano. Un libro da leggere.



Alieni e no
Urania 1091
Di Clifford D. Simak

Una serie di raccontini godibilissimi: la vita sulla ormai abitata anche da alieni vista dagli occhi di un ragazzino che ha tutti gli amichetti alieni, una tregua nella guerra fra la Terra e un popolo alieno incomprensibile visto dagli occhi di un generale stressato, un nuovo vicino di casa misterioso, un barattatore con tre occhi da una diversa dimensione e per finire uno dei racconti più belli e famosi di Simak: la creatura. Un'astronave di mercanti atterra su un pianeta alieno cercando piante o animali da prelevare e commerciare. Il pianeta sembra il giardino dell'Eden con cibo e acqua disponibile senza fatica grazie a strane creature ibride animali e vegetali che si immolano ai nuovi venuti. La cosa veramente strana è che il pianeta è apparentemente senza nessuna difesa...




La lunga attesa dell'angelo
Di Melania G. Mazzucco

La storia del Tintoretto. Un libro difficile, da leggersi poco per volta. Ci ho messo mesi a finirlo. Tintoretto, ormai molto vecchio, sta morendo e ripercorre la sua vita, con le persone che ha amato, la Venezia del tempo, i costumi all'inizio abbastanza liberi e poi sempre più opprimenti. Bello, bellissime le riflessioni sulla vita di cui è infarcito tutto il libro, il non servilismo verso i potenti, la leggera ironia. Tintoretto non ne emerge come un brav'uomo, ma come dotato di una personalità complessa, spesso egoista, ma molto acuto nel giudicare gli uomini.

venerdì 11 settembre 2015

Il mondo di ieri, di oggi, di domani

Ho partecipato all'incontro ma da spettatore. Non avendo letto il libro necessariamente è stato così.
Per la prima volta da quando esiste il gruppo del Naso ci siamo incontrati per un dopocena: una torta, delle bibite, qualche caffè... ed è stato tutto talmente leggero e piacevole e la discussione concentrata e interessante che abbiamo deciso di ripetere l'esperienza anche al prossimo incontro.
Eravamo: Daniela, Catia, Marilaura, Maria, Monica, Claudio, Augusta, Stefania ed io (Francesca).

Il libro (Il mondo di ieri - Stefan Sweig) ha suscitato una accesa discussione anche se non tutti erano riusciti a finirlo, un po' per abbandono e un po' perchè la lettura ha richiesto una concentrazione maggiore del solito.


Monica ha sottolineato la totale assenza di donne nella narrazione di Sweig, nonostante nella vita dello scrittore siano transitate, e forse solo transitate, ben due mogli. Ed è sua una frase che mi ha davvero colpito: "E' un libro che parla del mondo di ieri, di oggi e di domani. Non impariamo dai nostri errori."
Marilaura lo ha definito "uno spaccato di un'epoca" anche se ha trovato francamente strano che un uomo come Sweig, aiutato certo dal fatto di essere uno scrittore famoso e di successo, abbia incontrato e sia stato amico di tutti i più grandi scrittori e intellettuali del tempo, alcuni conosciuti e incontrati per fortunate quanto sospette coincidenze. Questa cosa l'ha trovata un po' falsa e forzata.
Claudio, che ha proposto questa autobiografia, ha trovato il libro molto moderno e ancora tragicamente attuale in molte sue parti. E anche lui pronuncia una frase che mi ha dato molto da pensare: "L'Austria e la Germania erano pronte per il Nazismo. Non potevano evolvere se non passando attraverso questa realtà."
Anche a Daniela il libro è piaciuto molto. Contrariamente ad altri, non lo ha trovato autoreferenziale ma invece estremamente ricco di spunti e di temi di discussione.
Per Stefania (che ha trovato l'E-book difficile da leggere) e Augusta (che però non lo ha terminato) è un libro interessante. Anche Catia non è riuscito a finirlo e ha trovato difficoltoso il linguaggio piuttosto arcaico, ma nonostante questo le è piaciuto molto.

E adesso un paio di resensioni trovate su Anobii.
Ecco quella di Cristina, assente alla serata perchè in vacanza.
Due sole stelline per lei... ed ecco perchè!

Sarò strana io, ma questo libro proprio non mi piace. Peggio, non mi riesce a piacere nemmeno l'autore.
Vado controcorrente. A me questo libro proprio non è piaciuto. Non mi è piaciuto lo stile (potrebbe essere anche la traduzione ma non credo, sta fissa dei concetti ripetuti tra volte non credo sia un vezzo di traduzione) e non mi è piaciuto il contenuto. Oddio, non la storia in se, quella è ferma e immutabile, anche se se ne possono leggere pagine diversissime partendo da un unico evento. No, non ho sopportato quello che Zweig decide di raccontarci di se e di quel periodo. Non riesco a credergli, non riesce a convincermi. E la sua tragica storia personale non mi fa apprezzare di più questo libro.
Soprattutto la prima parte è tutta un superlativo: tutto bellissimo, splendido, meraviglioso. Guarda quanti amici che ho, sono tutti in gamba, tutti mi vogliono bene. Incontro solo persone meravigliose e tutti mi aprono la loro casa, ecc. ecc. Posso viaggiare: che bella Berlino, Parigi è splendida, Londra un poco meno, ma li non mi si filano manco per niente visto che io non faccio sport e non vado a caccia!
Come se Sweig vedesse il passato solo attraverso lenti rosa. Cosa comprensibile, vista la sua storia personale. Ma viene da chiedersi se tutto quello che scrive sia vero o non sia una sua visione degli eventi di allora, scritta cercando di evitare tutti gli aspetti spigolosi, e sforzandosi di ricordare solo il bello e il buono.
Mi perde definitivamente abbastanza presto, quando raccontando del suo ultimo incontro con Herzl (cui deve molto) e questi gli chiede di andarlo a trovare dice: “Glielo promisi, ben deciso a non mantenere la promessa, giacché quanto più amo una persona, tanto più ne rispetto il tempo”. Che modo formalmente gentile e ipocrita di nascondere al lettore la propria viltà e il desiderio di evitare problemi. Cosa che viene ripetuta anche più in là nel testo, quando sottace di essere fuggito dall'Austria (a ragione) ma di averci bellamente lasciato mamma e moglie. Poi più tardi dice di aver invece frequentato assiduamente Gorkij e Freud anche quando questi erano malati o in esilio. Si vede che gli stavano sulle ciufole, loro!
Dalla frase su Herzl in poi ho letto tutto con poca fiducia nella voce narrante, il che ha reso l'esperienza abbastanza pesante. Ci sono capitoli interessanti (Eros mattutinus, gli ultimi due, in cui si sente la disperazione di chi viene privato della patria) e il libro è scritto bene, ma ho trovato il punto di vista dell'autore poco affidabile, e non son proprio riuscita a apprezzare il racconto.
Alla fine mi è rimasta l'impressione di un uomo che ha avuto tutto (successo, ricchezza, possibilità di fare quello che voleva, amicizie importanti) ma che è sempre stato avvitato su se stesso, nell'impossibilità caratteriale di prendere una posizione forte, e sempre attanagliato dai dubbi e dall'insicurezza. Da una parte crede nella libertà sessuale (vedasi Eros mattutinus), ma quando racconta della libertà di costumi dopo la prima guerra mondiale lo fa bacchettando i comportamenti poco consoni della gioventù (specie le ragazze). In un paio di punti si fa sfuggire qualche commento omofobo. Odia violenza e dittatura, ma poi ci racconta un simpatico aneddoto su Mussolini e, chissà come mai, non ne parla male. Dice che è un dittatore ma, guardate, quando gli ho chiesto qualcosa che bravo che è stato! Ha venduto milioni di copie, ma si chiede sempre come mai, è sempre attanagliato dai dubbi sulla sua vera qualità come scrittore. E devo dire che mi ha sorpreso, dato tutto il suo successo all'epoca, di non conoscerne nemmeno il nome, come se dopo la guerra fosse stato cancellato del tutto dalle antologie, cosa che non è successa per Hesse, Mann e un sacco di altri autori coevi. Qui forse entra in gioco anche lo snobismo dell'autore "serio" messo a confronto con quello che vende un sacco: quello che vende viene quasi sempre guardato con sospetto. In questo, povero Zweig!Pare che all'epoca nessuno vendesse come lui, ergo gli altri scrittori ne parlavano spesso male.
Mi chiedo poi come mai in questo libro non ci sia nessuna figura femminile, solo poche pennellate qua e la, quando sul fastidio di Rilke per le voci irritanti si spendono pagine su pagine. E si che ha avuto ben due mogli, insomma, qualcuna avrà significato qualcosa, no?
Non so se mi leggo altro di questo autore, probabilmente si, per farmi una idea migliore del suo lavoro, che da questa autobiografia parziale non può venire rappresentato.

Quattro stelle per Daniela:
Un bella testimonianza di un periodo importantissimo per la storia di tutta l'Europa, non solo per l'Austria in cui è nato e cresciuto Stefan Zweig. Meglio di un'autobiografia, visto che di sè parla solo come testimone mentre racconta soprattutto della vita sociale, intellettuale e politica prima della Prima Guerra Mondiale a tutto il periodo fino alla Seconda. Meglio di un libro scolastico, che propone solo date, meglio di un saggio incentrato sul periodo che forse servirebbe solo ad uno studioso storico. Con la leggerezza dell'autobiografia entriamo nella Storia.

L'incombenza di scegliere il libro per il prossimo incontro è ricaduta su Monica che ha proposto LA CARTELLA DEL PROFESSORE di Kawakami Hiromi.


Appuntamento MARTEDI' 13 OTTOBRE alle ore 20.30 a casa di Daniela per uno spensierato, allegro, arricchente e stimolante dopocena.

A presto e buona lettura a tutti
Francesca